Primo pezzo del mio racconto ” Senza controllo” tratto dal libro Storie di soglia

Vi presento il primo pezzo del mio racconto “Senza controllo”, tratto dal libro “Storie di soglia”  ! Fatemi sapere cosa ne pensate con un commento!!!
Gumbo & Glory

La osservava e la sentiva. Attraverso la musica.

Quella vibrazione, quell’onda fremente che era la sua personalità. Tutta fuori, esposta al mondo mentre le note scorrevano lente, accavallandosi sinuosamente su parole appena sussurrate.

Si era innamorato.

Come? Di questo non aveva idea. Proprio lui, la persona meno sentimentale che potesse esistere.

Eppure era accaduto. C’era qualcosa, qualcosa di imprevisto. Per la prima volta nella sua vita, era rimasto seriamente spiazzato.

Era difficile sorprendersi con un q.i. di 190, d’altronde. Ma quella ragazza ci era riuscita. Aveva scosso certezze che nemmeno sapeva di avere, trasformandole in possibilità di tremenda bellezza.

Non riusciva a guardarla negli occhi. Aveva paura di cosa avrebbe potuto scorgervi dentro, aveva paura di perdersi completamente. Ma aveva ascoltato, e ora le sue parole non gli si levavano più dalla testa.

Finita la canzone, le si avvicinò timidamente. Era la prima volta in cui non si sentiva superiore, non si sentiva invincibile. Un tornado di incertezze lo scuoteva, mentre schiudeva le labbra per parlare.

<<Ciao>> le disse semplicemente. Era l’unica cosa che gli era venuta in mente, e non aveva idea di quello che avrebbe detto dopo. Solitamente le sue parole erano accuratamente scelte, pescate nell’enorme pozza di termini che conosceva, ma stavolta gli sembrava di riuscire solo a emettere suoni disarticolati, senza senso. Il suo cervello era in panne.

<<Aiutami>> replicò lei, a bruciapelo. <<So che puoi farlo>>

<<Di cosa parli?>> rispose lui confuso. In parte per le sue parole, ma soprattutto per la melodia che sprigionava la sua voce, anche quando la musica era spenta. Godeva nell’ascoltarla, inorridito nello scoprire che più andava avanti, più prendeva potere su di lui.

<<Sono in trappola>> rispose lei mestamente, e lui si sentì morire. La preoccupazione e la paura di lei divennero suoi, e un senso di oppressione lo travolse. <<Quell’uomo mi tiene prigioniera>> continuò indicando un tale, seduto tra il pubblico.

Sembrava assolutamente normale, pensò lui guardandolo, ma non importava. Sentiva un’assoluta necessità di crederle, e una rabbia feroce verso quell’uomo. Cosa stava accadendo? La barca della sua coscienza navigava incerta tra gli abissi delle parole della ragazza, così fragile da essere facilmente travolta dal tifone che era il suo timido sguardo.

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