Recensione “La chiamata dei tre” di Stephen King

lachiamatadeitre
La saga della Torre nera, cominciata nel 1982 e comprensiva di 8 romanzi, è l’opera più ambiziosa e forse la migliore mai scritta da Stephen King. Io ho cominciato la lettura dal secondo volume, e mi sono trovato catapultato in un mondo “andato avanti” , in cui Roland, l’ultimo “pistolero” rimasto , si trova a compiere un viaggio per salvare la Torre Nera, che regge tutti gli universi. In questo volume, così come negli altri della saga, King riesce a combinare atmosfere fantasy, realistiche e western, riuscendo a non far staccare gli occhi al lettore dal libro.

In questo “La chiamata dei tre”, Roland si trova su una spiaggia desolata, munito solo della propria pistola, e dovrà affrontare molti pericoli per congiungersi al suo katet( uno dei tanti neologismi che compare nel libro, che vuol dire gruppo di persone unite dal fato). La narrazione decolla, complici dei personaggi davvero fuori dalle righe: Eddie, cocainomane sbandato con un senso dell’umorismo davvero tagliente, Odetta- Detta-Susannah, donna dalle personalità multiple, e tanti altri.

Può un libro diventare davvero Epico come lo sono stati l’Iliade, l’Odissea, e via dicendo? Secondo me la risposta è si, e la prova la trovate nella serie di volumi de “La torre nera”

Voto: 4.5/5

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