elistone

Vi presento il secondo pezzo del mio nuovo racconto! Fatemi sapere cosa ne pensate con un commento!🙂 se vi siete persi il primo pezzo lo trovate Qui

elistone

<<Hai avuto il caso, vedo>> esclamò Sheila quando le passò davanti, senza nemmeno alzare gli occhi dal computer <<Forse non sei più un marmocchio imberbe, dopotutto>>

<<Sono uno che spacca, Sheila!>> rispose lui sfoderando il suo sorriso più sincero <<E no, non ti chiederò come tu faccia a saperlo. Lo so che ascolti dall’interfono tutte le conversazioni di Lance>>

Stavolta fu lei a sorridere

<<Mi hai scoperta>> gli rispose <<Immagino che questo spieghi anche come faccio a sapere che non fai sesso da sei mesi, vero?>>

Lui rimase interdetto <<Non sono sei mesi, sono…>>

Lei lo interruppe <<Cinque mesi e 26 giorni con oggi, lo so. Ogni volta che cerco apposta di fare l’imprecisa, la gente mi costringe a dimostrargli che so tutto, e anche in dettaglio>>

<<Questo non è normale>> esclamò lui continuando a camminare <<Sei una psicopatica>>

Lei lo guardò seccamente

<<L’essere normali è noioso e sopravvalutato>>

 

 

Greta era a casa sua, raggomitolata sotto le coperte. Sognava mentre il tempo era stoppato e l’ora era il buio.

Oscurità grovigliosa, terra spoglia e secca. Era all’ombra di alberi viola scuro, con scanalature verdastre come muco stagnante. Il cielo era un pallido vetro color cobalto, stagliato contro nubi rossastre.

Si alzò in piedi, e sentì l’odore del sangue nell’aria, così vivido che avvertì lo stomaco che si accartocciava. Nessun sentiero, solo acqua paludosa ai suoi piedi. Si arrampicò su uno degli alberi, e sentì il muschio che premeva contro la sua pelle, ruvido come spine. Guardò in fondo, e vide una collina di colore vermiglio.

Un sole nero spargeva i suoi raggi color pece su qualunque cosa, eccetto quella collinetta. Voleva raggiungerla, ma sapeva di non potere. Guardò meglio e vide ombre scure che si muovevano in quell’oscurità. Strisciavano, ma non dovevano essere serpenti. Forse qualcosa di peggiore.

Rane assassine piene di spine. Rostri non riso mangiano il viso

Rabbrividì mentre pensava questa frase. Non gli pareva di averla mai udita, e quindi come mai ce l’aveva nella mente?

Forse il suo inconscio sapeva di più, forse c’era qualcosa sotto la sua superficie che stava grattando per uscire. Si sentì mancare.

Si appoggiò a un ramo, e cadde di lato. Guardò il cielo, e vide che il sole era sparito. Era sorta una luna brillante, gassosa e splendente e cattiva. Non sapeva perchè, ma lo sapeva. Quella era luna di sventure.

Iniziò a sentire dei sibili, dei latrati. Degli SCRAT e UUUUCCH e RECSSSSS, tutti suoni che non erano fatti per orecchie umane. Chiuse gli occhi, terrorizzata.

Li riaprì ed era per strada, ferma in un angolo. Di fronte a lei, un uomo a terra. Intorno , i passanti cominciavano a fermarsi. Guardò in basso e vide che era in pigiama e a piedi scalzi. L’uomo era pieno di sangue, e non si muoveva. Greta era paralizzata dall’orrore. Una donna dietro di lei urlò, e subito sentì le sirene dell’ambulanza, e poco dopo quelle della polizia. Si lasciò portare via, ancora in stato di shock, mentre ancora si chiedeva come diavolo era finita lì.

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Incipit del mio nuovo racconto!

Without you cantata dai ragazzi di Glee!

Citazioni telefilmiche!

 

 

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